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6 consigli per migliorare il proprio posizionamento su Google nel 2023
Come si può migliorare il proprio posizionamento su Google nel 2021? Uno studio della prestigiosa agenzia SearchMetrics analizza i fattori di posizionamento del momento ed è molto ricco di insegnamenti. Molte agenzie SEO si chiedono in questi ultimi tempi quale sia la migliore strategia SEO da adottare dall’arrivo dell’algoritmo RankBrain, basato sulle tecniche di intelligenza artificiale, come strutturare in modo efficace i propri contenuti e se i social network siano davvero importanti per migliorare il posizionamento.
Come migliorare il posizionamento organico del proprio sito web?
Anche se è difficile individuare regole universali, dato che gli algoritmi di Google si adattano sempre più in tempo reale, ecco sei consigli e conclusioni basati sullo studio che potrebbero aiutare i SEO e i marketer a fare un po’ più di chiarezza nella loro ricerca di un migliore posizionamento organico.
1. Pensare alla pertinenza dei contenuti
Ormai i risultati di Google sono sempre più influenzati dal contesto. L’azienda di Mountain View utilizza persino i propri dati (provenienti da Chrome, Analytics o ancora Android) per misurare la soddisfazione degli utenti e fornire loro risultati sempre più pertinenti.

Evoluzione dell’algoritmo Google secondo Searchmetrics. © Searchmetrics.
Come stabilire una strategia di contenuti pertinente in questo contesto? Innanzitutto, secondo Searchmetrics è diventato fondamentale determinare il tipo di contenuto da pubblicare in base al target scelto. SearchMetric prende l’esempio di una semplice ricerca di una ricetta su Google. In questo esempio, non è forse meglio, anziché pubblicare un lungo testo, scrivere un elenco con diversi punti chiave e accompagnare questo elenco con un video?
Una volta individuato il tipo di contenuto, è necessario proporre all’utente e ai motori di ricerca un contenuto cosiddetto “olistico”, ossia concepito con un approccio « globale » o « integrale ». L’obiettivo in questo caso è rispondere con precisione alla domanda dell’utente tenendo conto della sua reale intenzione: che cosa cerca, perché lo cerca e quali informazioni desidera ottenere a partire dalla sua query?
La risposta a queste domande deve consentire di adattarsi meglio alla richiesta dell’utente, tenendo conto dell’insieme delle problematiche che egli può porsi attraverso la sua query.
L’analisi delle intenzioni degli utenti può essere un compito noioso, soprattutto quando occorre produrre numerosi contenuti. Su una determinata parola chiave, la piattaforma Semji effettua un’analisi della SERP (pagina dei risultati di Google) e dei contenuti meglio posizionati. Grazie all’ intelligenza artificiale, la soluzione elabora raccomandazioni SEO che permettono di rispondere nel modo più pertinente possibile alle domande e ai bisogni formulati dagli utenti.

Ci richieda una dimostrazione di Semji per comprendere le intenzioni di ricerca del suo pubblico.
Per arrivare a questo contenuto integrale, occorre raccogliere e strutturare i singoli termini di ricerca in campi semantici più ampi, nei quali i termini pertinenti relativi a temi identici o simili vengono raggruppati in base alle intenzioni di ricerca.
Questo approccio globale, semanticamente accattivante e basato su testi di qualità, deve permettere non solo che i testi vengano letti e condivisi maggiormente sui social network, ma deve anche consentire di posizionarsi bene su Google su tante query diverse contemporaneamente. Le long tail create, che contengono più di tre parole chiave, offriranno un volume di ricerca più basso ma permetteranno di rispondere in modo più preciso alle query degli utenti e quindi consentiranno potenzialmente l’arrivo di un pubblico più qualificato.
Per conoscere queste query, ci si può avvalere di strumenti per le parole chiave come « Answer the public», che estrae i suggerimenti di Google associandoli alle domande o alle preposizioni digitate più spesso su Google.
Estratto dei suggerimenti proposti dallo strumento “Answerthepublic”. @ Answerthepublic.
Come è giunto Searchmetrics a questa conclusione? L’agenzia è partita dallo studio dei siti statunitensi meglio posizionati:
- Come prevedibile, gli URL con il contenuto giudicato più pertinente occupano le posizioni dalla 3 alla 6 della Top 10 della classifica di Searchmetrics, mentre le prime due posizioni sono riservate ai siti dei brand che beneficiano della loro notorietà e popolarità.
Confronto della pertinenza dei contenuti sui siti rispetto al loro posizionamento su Google. © Searchmetrics
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Inoltre, si osserva che i contenuti sono sempre più lunghi, 1633 parole per i computer desktop e 1222 parole per i dispositivi mobili. Sembrerebbe che la spiegazione derivi dalla produzione di questo approccio olistico, globale menzionato sopra, da parte dei siti meglio posizionati. Si può inoltre aggiungere che un articolo ben sviluppato, curato e illustrato ottiene generalmente un numero di condivisioni e di backlink naturali più consistente, il che aiuta il suo posizionamento, da cui un effetto di circolo SEO virtuoso.

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Confronto delle parole sulle pagine rispetto al loro posizionamento su Google tra siti desktop e mobili nel 2016. © Searchmetrics
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Le parole chiave sono, rispetto all’anno scorso, meno presenti nel contenuto, nel titolo, nell’H1 e nell’H2 delle pagine situate nella Top 20 della classifica.
**Semji**è una piattaforma SEO all-in-one che la aiuta a produrre contenuti d’impatto e visibili per il suo pubblico. Migliora le prestazioni delle sue pagine e potenzia la loro visibilità sulle SERP (pagine dei risultati).
Semji analizza in pochi secondi il suo contenuto e le propone alcune raccomandazioni da mettere in atto, come:
- Il suggerimento di nuove tematiche da trattare
- L’arricchimento semantico delle sue pagine e dei suoi articoli lavorando su nuove parole chiave ricercate dal suo pubblico
- L’ottimizzazione dei suoi tag Hn
- L’aggiunta di un certo numero di link da integrare nel suo contenuto, ecc.
Semji permette ai suoi contenuti di distinguersi dai suoi concorrenti, puntando sulle tematiche che interessano il suo pubblico e rispondendo alle esigenze di Google. È LA soluzione per accelerare le sue prestazioni e rafforzare la sua strategia di contenuti.
2. Proteggere il sito web con HTTPS
Per i siti che prevedono lo scambio di dati come password e carte di credito, il passaggio alla connessione sicura HTTPS è obbligatorio. A partire dal 2017, il browser Chrome 56 contrassegna del resto le pagine di login HTTP come « non sicure ». Oggi, più della metà delle pagine della Top 10 utilizza attualmente la connessione HTTPS.

Confronto del numero di siti con connessione HTTPS tra il 2016 e il 2015 rispetto al loro posizionamento su Google. © Searchmetrics
3. I siti mobile-friendly sono indispensabili
Attualmente, secondo lo studio di SearchMetrics, il 100 % dei siti collocati nella top 100 è compatibile con i dispositivi mobili (responsive, sito dedicato, dynamic serving). Il mobile ha assunto un peso tale che Google si appresta a lanciare il « mobile first index »: se finora Google teneva conto delle pagine “desktop” per indicizzare le sue pagine, ora prenderà in considerazione il contenuto delle pagine mobili per costruire il suo indice.
Per garantire una buona esperienza utente su mobile, occorre trovare un buon equilibrio tra un contenuto ricco (con immagini, video..) e la velocità di caricamento della pagina. Le consigliamo di utilizzare il sito GTmetrix, che riunisce i punteggi di Google Pagespeed e Yahoo YSlow e fornisce i suggerimenti di miglioramento dei due siti con la possibilità di generare un video per visualizzare la visualizzazione del sito secondo dopo secondo.

Anteprima dei punteggi di performance GTmetrix di Trivago.fr
4. I segnali social importanti
Lo studio di Searchmetrics mostra che i segnali social sono particolarmente presenti per i siti collocati nelle prime 2 posizioni della classifica. Questa importanza si attenua rapidamente in seguito (in particolare per Twitter e Google Plus). Ciò si spiega con il fatto che la prima posizione della classifica è generalmente attribuita ai brand che beneficiano della loro notorietà sui social network. La correlazione tra segnali social e ranking è forte. Come sa, la correlazione non significa necessariamente causalità, quindi l’unica certezza che abbiamo è che, rispetto all’anno scorso, il numero di condivisioni e di like dei siti meglio posizionati è aumentato. È la chiara constatazione che i brand lavorano e migliorano ancora di più la loro immagine sui social network.

Confronto tra il 2016 e il 2015 del numero di segnali social di Facebook sui siti rispetto al loro posizionamento su Google . © Searchmetrics
5. Migliorare l’esperienza utente
Anche se sono un po’ meno numerosi nei siti studiati rispetto a due anni fa, lo studio di Searchmetrics continua a considerare i link interni un elemento fondamentale per un buon posizionamento. I link interni permettono infatti agli utenti e ai motori di ricerca di comprendere ed esplorare meglio la struttura del sito. È quindi più che mai utile disporre di un’architettura del sito ben studiata, per migliorare l’esperienza utente. Un altro consiglio, sempre per sviluppare l’esperienza utente, è avere pagine che si caricano rapidamente e leggibili su tutti i supporti. Il tempo di caricamento delle pagine della top 10 è compreso tra 7 e 8 secondi. Google raccomanda un tempo di caricamento di 3 o 4 secondi.
Spesso dimenticate quando si parla di esperienza utente, la redazione o addirittura il copywriting delle sue pagine sono tuttavia essenziali. Una landing page o un articolo di blog scritto in modo fluido, con titoli espliciti e una struttura chiara, sono tutti elementi che permetteranno di migliorare l’esperienza utente del suo sito. È importante ricordare che anche la qualità del suo italiano avrà un ruolo determinante! Non è mai piacevole leggere un testo che contiene errori, tanto più se questi si trovano nei titoli o nei sottotitoli. La credibilità del sito e dell’autore viene naturalmente messa in discussione. Per tutelarsi, le consigliamo vivamente di dotarsi di un correttore ortografico di ultima generazione come MerciApp. Grazie a un’estensione del browser, questo tipo di correttore è in grado di analizzare i campi di testo di quasi tutti i siti e gli strumenti comunemente utilizzati.
6. La correlazione resta importante per i backlink
Lo studio mette in luce la correlazione sempre evidente tra la presenza di backlink e un buon posizionamento su Google. I siti statunitensi studiati meglio posizionati su Google sono infatti quelli che possiedono il maggior numero di backlink.
In quest’ottica, optare per una strategia di netlinking, con link contestualizzati inseriti in un contenuto di grande qualità, può andare nella direzione dell’evoluzione degli algoritmi di Google.

Confronto del numero di backlink sui siti rispetto al loro posizionamento su Google tra il 2016 e il 2015. © Searchmetrics
Nonostante questa forte correlazione, sembrerebbe che i backlink stiano perdendo importanza. Questo calo trova la sua spiegazione nell’aumento del traffico mobile. Infatti, per loro natura, i dispositivi mobili non sono adatti alla creazione di link « classici », mentre vengono utilizzati massicciamente per condividere un articolo sui social network.
Limitato alla versione statunitense dei siti e basato su correlazioni, ossia sulla constatazione di un fatto senza analisi della causa diretta di tale fatto, questo studio va preso con il necessario spirito critico SEO; occorre prenderlo per quello che è, uno studio Big Data basato su statistiche di correlazione. Per quanto riguarda i backlink, è doveroso ricordare la recente dichiarazione di Andrey Lipattsev, Search Quality Senior Strategist di Google, sull’ importanza dei link per Google. Questi restano fondamentali tra i fattori di un buon posizionamento su Google. Un contenuto completo e pertinente senza backlink o con backlink di scarsa qualità difficilmente potrà emergere dalle SERP (risultati dei motori di ricerca).
Tuttavia, questo studio è comunque ricco di insegnamenti. Mostra, se ce ne fosse bisogno, che è necessario rispondere in modo sempre più preciso alle aspettative dell’utente, offrendogli l’ esperienza utente più completa per migliorare il proprio posizionamento su Google.
Questo articolo è stato redatto con il contributo dei nostri esperti SEO. In Semji, facciamo il possibile per aiutarla a potenziare la performance dei suoi contenuti. Può contattarci per parlare delle sue esigenze. Il nostro team la consiglierà sulle funzionalità di Semji e potrà accompagnarla nell’implementazione della sua strategia di contenuti.
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Di
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