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Le 7 migliori citazioni sulla e-reputation personale - Semji

Le 7 migliori citazioni sulla e-reputation personale

Dopo le migliori citazioni sulla e-reputation dei brand e delle aziende, ecco una selezione delle sette migliori citazioni sulla e-reputation personale.

Le citazioni, in mezzo all’abbondante letteratura sull’argomento, La guidano attraverso gli ostacoli per padroneggiare la Sua e-reputation. Per il loro carattere incisivo e per l’esperienza dei loro autori, Le propongono soluzioni per costruire il Suo personal brand.

I nostri autori suggeriscono di mettere in evidenza le Sue qualità grazie a tecniche di personal branding, creando contenuti positivi e valorizzanti. Una strategia pertinente perché, se non è semplice rimuovere contenuti da Google, è opportuno prestare attenzione ai contenuti pubblicati e ai profili utilizzati.

1. Citazione sulla e-reputation: «Oggi, nell’era dell’individuo, deve essere il Suo stesso brand». (Tom Peters).

Padroneggiare la Sua comunicazione su Internet può fare di Lei un vero e proprio brand. È ciò che propone Tom Peters, uno dei pionieri del «personal branding» insieme a Peter Montoya o William Arruda. Questa nozione recente introduce il fatto che Lei è unico: come un marchio per un servizio o un prodotto, deve realizzare su Sé stesso un piano di marketing.

Blog, podcast, video, profili sui social network… Questi autori raccomandano di suscitare il desiderio, mettendo in evidenza i Suoi punti di forza, le Sue qualità, affinché si parli di Lei e La si raccomandi!

Mentre l’86% degli utenti di Internet cerca su Google altre persone e il 57% cerca su Google i propri cari, avere visibilità e una buona immagine di marca su Google non è affatto trascurabile.

2. Citazione sulla e-reputation: «Il Suo personal brand è semplicemente l’idea chiara, forte e positiva che viene immediatamente in mente alle persone che La conoscono quando pensano a Lei». (Peter Montoya).

Peter Montoya, uno dei pionieri del personal branding, esprime qui l’importanza di avere un personal brand ben gestito. Le tracce lasciate sul web devono infatti dare un’«idea chiara, forte e positiva» di Lei, ovvero essere coerenti con la Sua personalità e i Suoi desideri.

Per valorizzare il Suo personal brand, non esiti a utilizzare le tecniche raccomandate dal personal branding: social network (Viadeo, Linkedin..) blog, siti di microblogging (come Twitter…), creando contenuti valorizzanti.

Come per un marchio, la Sua immagine desiderata si avvicinerà all’immagine che gli utenti di Internet si formano sul Suo conto.

3. Citazione sulla e-reputation: «La e-reputation è il marketing di marca applicato a sé stessi per essere più visibili e mettere in evidenza la propria competenza». (Jacques Froissant).

Jacques Froissant è fondatore di Altaïde, una società di recruiting 2.0. La sua citazione dimostra che la reputazione non si rivolge soltanto «alle persone che La conoscono»: parla anche ai recruiter.

Nell’era del web 2.0, questi confrontano le informazioni del Suo CV e della Sua lettera di motivazione con le informazioni (positive, negative o neutre) che appaiono su Internet. Il 90% dei recruiter «cerca così su Google» i candidati prima di riceverli per un colloquio di lavoro. E il 48% si basa sui risultati di ricerca per scegliere il futuro candidato.

Nella Sua ricerca di lavoro, opti quindi per un CV 2.0 su una piattaforma come Doyoubuzz, realizzi un audit della Sua presenza online, oppure avvii le proprie discussioni sui forum (Hubs per Viadeo, Gruppi per Linkedin) nel Suo settore di attività rispondendo alle sollecitazioni degli altri membri: sono tutte pratiche che La valorizzeranno.

4. Citazione sulla e-reputation: «Oggi, se non è su Google, non esiste. Costruire il proprio personal brand sul World Wide Web non è soltanto prezioso, è essenziale per la Sua carriera». (William Arruda).

William Arruda, uno dei «padri» del personal branding, mette in luce l’onnipotenza di Google, che rappresenta circa il 95% delle ricerche effettuate in Francia sui motori di ricerca. Le tracce lasciate sul web appariranno infatti sul motore di ricerca «onnipotente», Google.

Nessuna foto, nessun testo o commento deve esserLe nocivo, tanto più che i link negativi possono restare a lungo sulla prima pagina di Google se la loro popolarità è elevata. Per non compromettere la Sua e-reputation personale, presti attenzione a ciò che pubblica su Internet.

5. Citazione sulla e-reputation: «Una reputazione non si ripulisce, si costruisce». (Nicolas Vanbremeersch).

Se i risultati che La riguardano si rivelano nocivi su Google, spesso non serve a nulla cancellarli. Non si dice forse che, cercando di nascondere le voci, queste finiscono sempre per riemergere, come con l’ effetto Streisand(2)? La libertà di espressione è infatti molto importante su Internet!

È piuttosto consigliabile adottare una strategia che permetta di occupare in modo positivo la prima pagina di Google. Nicolas Vanbremeersch, CEO di Spintank, mostra così l’importanza della strategia da adottare per mettere in evidenza i risultati positivi.

A parte il diritto all’oblio, che si applica in alcuni casi, rivolgersi a un servizio legale può rivelarsi rischioso. Per gestire efficacemente la Sua e-reputation, è meglio creare contenuti a valore aggiunto, senza contenuti duplicati e con link da aggiungere. Florence Cariou, responsabile HR presso GDF Suez, propone la creazione di un contenuto chiaro e sintetico, e di evitare le eccessive incoerenze (3). Una volta che l’utente di Internet è formato a questa pratica, è consigliabile creare un dialogo scambiando con continuità su tematiche professionali di Suo interesse.

6. Citazione sulla e-reputation: «Su Internet, nessuno sa che sei un cane». (Peter Steiner).

Seduto davanti a un computer, un cane spiega all’altro «su Internet, nessuno sa che sei un cane». Il disegnatore americano Peter Steiner evoca (qui) con ironia l’anonimato su Internet.

Nonostante la trasparenza dell’identità dell’utente di Internet agli occhi della legge, i commenti e le reazioni avvengono regolarmente tramite pseudonimi. Secondo la tesi di Franck Mungeam dell’università di Gonzaga, a partire da un campione di 500 commenti, il 61% proviene da una persona che utilizza uno pseudonimo, il 35% è anonimo e solo il 4% è firmato con il vero cognome del proprio autore (4).

Se l’anonimato può essere sinonimo di libertà di espressione, è meglio prestare attenzione ai contenuti pubblicati e ai profili utilizzati. Così, nel 2013, tre dipendenti della società di consulenza e ingegneria Alten che avevano criticato, nel weekend e in privato, il loro datore di lavoro su Facebook, sono stati licenziati dalla loro società (5).

7. Citazione sulla e-reputation: «La Sua reputazione è più importante del Suo stipendio e la Sua integrità vale più della Sua carriera». (Ryan Freitas).

Ryan Freitas è il co-fondatore di About.me, un sito che permette di creare la propria pagina personale e propone agli utenti di Internet di connettersi al proprio profilo. Nell’era del web collaborativo, Internet assume un’importanza tale che l’immagine di personal brand veicolata su questo supporto supera il Suo stipendio, secondo Ryan Freitas.

La reputazione, che è l’opinione favorevole del pubblico nei confronti di qualcuno, può infatti farLa assumere, sviluppare la Sua notorietà o valorizzarLa. Soprattutto, La segue per tutta la vita.

La prudenza riguardo alle informazioni diffuse su Internet è quindi d’obbligo. Tanto più che queste informazioni possono restare molto a lungo sulla prima pagina di Google, dove la popolarità di un link può farlo rimanere in prima pagina per mesi se non per anni.

Consigli: su Facebook, rimuova il tag dalla pubblicazione della fotografia o del video per non apparire e gestisca la riservatezza dei Suoi dati… Sono tutti passi importanti verso l’integrità, che si definisce come uno «stato di qualcosa che ha conservato senza alterazioni le proprie qualità, il proprio stato originale», secondo il dizionario Larousse.

E Lei, quale citazione sulla e-reputation preferisce?

Fonti:

  1. http://www.blogdumoderateur.com/chiffres-google/

  2. http://www.lemonde.fr/culture/article/2013/10/31/le-buzz-que-l-on-ne-voulait-pas\_3506528\_3246.html)

  3. A. Babkine, JM. Hamdi et N. Moumen (2011). Bien gérer sa réputation personnelle. Jouve : Dunod.

  4. http://web02.gonzaga.edu/comltheses/proquestftp/Mungeam\_gonzaga\_0736M\_10111.pdf

  5. https://www.zdnet.fr/actualites/trois-salaries-d-alten-licencies-pour-avoir-critique-leurs-patrons-sur-facebook-39751826.htm

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  • Equipe Semji

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