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LeWeb: uno sguardo sulla conferenza internazionale a Parigi
Con LeWeb, è la Silicon Valley che viene da Lei! La nona edizione della conferenza internazionale LeWeb si è svolta dal 9 all’11 dicembre presso i Docks de Paris Eurosites ad Aubervilliers. Sul posto, oltre 3000 partecipanti, con un mix di start-up, investitori, grandi aziende e media. Tra questi, Loïc e Géraldine Le Meur, gli organizzatori, oltre ad alcune «star» dell’imprenditoria francese come Xavier Niel, CEO di Free, Marc Simoncini, fondatore di Meetic o Jacques-Antoine Granjon, fondatore di Vente-privée.com.
Jacques-Antoine Granjon e Xavier Niel
Ma anche Tim Berners-Lee, principale inventore del World Wide Web, o Phil Libin, il CEO di Evernote. Erano presenti anche Emmanuel Macron, l’attuale inquilino di Bercy, e Axelle Lemaire, segretaria di Stato per il Digitale.
L’occasione, per tutti questi attori, di confrontarsi sulle grandi tendenze del web attraverso sessioni «Digitale e multi-tema». A tal fine, keynote e tavole rotonde riunivano analisti che illustravano le innovazioni e imprenditori che presentavano il proprio approccio. Quest’anno i temi hanno ruotato in particolare attorno alla salute, agli oggetti connessi, all’economia collaborativa, alle arti, ai media, all’istruzione e alla trasformazione digitale.
La prima conferenza, con Fred Wilson, venture capitalist molto noto per i suoi investimenti in Zynga, Twitter e Tumblr, ha permesso in particolare di affrontare il tema della neutralità del Web. Fred Wilson continua a credere nei protocolli come Bitcoin, un sistema di pagamento su Internet e un’unità di conto.
LeWeb offriva così una panoramica dell’ecosistema imprenditoriale. I giovani imprenditori desiderosi di riconoscimento e di finanziamenti incrociavano gli habitué dell’evento e i consulenti in trasformazione digitale.
Semji era rappresentata da Melina Valaythen e Trésor Bapré, due dei nostri consulenti e-reputation. L’occasione per un resoconto da parte loro.
Loïc Le Meur circondato da Melina Valaythen e Trésor Bapré
È la prima volta che partecipate alla conferenza LeWeb. Che cosa vi ha colpito di più?
Trésor Bapré (TB): Sono stato colpito soprattutto dalla qualità del networking. LeWeb offre infatti una reale facilità di approccio tra i diversi partecipanti. Una piccola start-up può confrontarsi con una multinazionale senza difficoltà. C’era una grande sala di scambio dedicata al networking, che fa realmente parte del DNA del salone. Lì, il 90% delle discussioni si svolgeva in inglese. Questo networking era molto orientato all’internazionale: il 47% dei partecipanti erano stranieri, con coreani, finlandesi, turchi…
Melina Valaythen (MV): Il nostro ruolo era confrontarci il più possibile con tutti e mostrare ciò che Semji realizza come start-up innovativa.
Tra le conferenze di punta c’era «In conversation with Sir Tim Berners Lee». Quale conferenza vi ha colpito particolarmente?
TB e MV: La conferenza intitolata «Andela» è stata senza dubbio la più memorabile per noi. Questa azienda con sede in Africa occidentale mette a disposizione il proprio know-how e forma sviluppatori di qualità. Questi possono poi lavorare in grandi multinazionali.
Jeremy Johnson, il CEO di Andela, ha affascinato tutti. Ha trasmesso valori umani mettendo al contempo in risalto l’innovazione e l’eccellenza.
Jeremy Johnson, CEO di Andela
L’e-reputation ha avuto un ruolo importante in questo evento?
TB: Con il tema della disruption, un approccio che rompe con i sistemi classici per differenziarsi, l’e-reputation è stata spesso evocata durante questo evento, come una sorta di filo conduttore.
I partecipanti erano curiosi, ricettivi, molto aperti al confronto. Le persone condividevano le proprie esperienze con facilità. Un relatore ha in particolare evocato l’impatto della moda dei selfie da parte dei politici.
MV: I partecipanti ci chiedevano anche la nostra opinione sul diritto all’oblio. Abbiamo parlato con loro del nostro comitato etico. Riguardo al fatto che mettiamo in evidenza link positivi nei risultati dei motori di ricerca, alcuni parlavano di «bacchetta magica». Abbiamo spiegato loro che, altro che «bacchetta magica», lavoriamo con una tecnologia specifica sul lungo periodo.
Ho anche parlato con Emmanuel Macron, il ministro dell’Economia. È stato applaudito quando ha detto «We have to take more risks to be more innovative». Per lui la Francia dà i mezzi alle start-up innovative, in particolare attraverso lo status di Jeune Entreprise Innovante.
Emmanuel Macron e Melina Valaythen
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Di
Equipe Semji


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