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Come gestire le proprie tracce digitali? - Semji

Come gestire le proprie tracce digitali?

Tutte le tracce digitali (blog, foto, video, tweet, post, forum, commenti agli articoli, ecc.) che lasciamo su Internet e sui social network, che ne siamo o meno gli autori, potrebbero un giorno o l’altro ritorcersi contro di noi, con conseguenze a volte drammatiche sul piano professionale e persino privato. Queste 5 misure ci permetteranno di gestire e proteggere la nostra e-reputation.

Con la crescita dei social network, nessuno è al riparo da una traccia digitale « mal gestita » che riemerge qualche anno dopo. Sempre più persone, « pubbliche o meno », cadono così in trappola ogni giorno (esempi qui di seguito in immagini) a causa di tracce digitali che si rivelano negative in seguito, con conseguenze come: perdita del lavoro, divorzio, cause legali, ecc. E in particolare i più giovani tra noi, gli adolescenti, che sono particolarmente esposti. Spetta a noi genitori sensibilizzarli sulle conseguenze di queste tracce digitali per la loro futura carriera!

1- Verificare ciò che Google dice di Lei

Poiché Google concentra il 91% delle ricerche degli utenti in Francia, è sufficiente digitare il proprio nome e cognome nel motore di ricerca (preferibilmente aprendo una nuova finestra in navigazione privata) per scoprire le risposte a queste due domande:

  • siamo presenti nella prima pagina di Google? In caso affermativo, è tutto a posto per la nostra visibilità. Almeno chi ci cerca ci troverà facilmente. In caso contrario, forse uno o più omonimi hanno preso il nostro posto, nel qual caso occorre spingere la ricerca fino alla 2ª o addirittura alla 3ª pagina di Google per essere ritrovati. Più siamo lontani dalla prima pagina, più azioni dovremo intraprendere per renderci visibili. Perché la prima pagina di Google è fondamentale!
  • tutte le informazioni ci sono favorevoli? Siamo gli unici giudici. Poiché le pagine di Google vengono aggiornate costantemente, può capitare che una vecchia traccia riappaia in qualsiasi momento. È quindi vivamente consigliato mettere in atto un monitoraggio permanente della propria pagina Google.

2 – Gestire la propria presenza su Internet

Ogni attività sul Web genera la creazione di tracce. Alcune sono volontarie e necessarie. Altre sono involontarie e totalmente fuori dal controllo dell’utente. Eppure, è la loro somma a costituire l’identità digitale di ciascuno: l’articolo o il commento pubblicato su un blog, la recensione lasciata su un sito commerciale, un CV online, un itinerario di car sharing lasciato su un sito specializzato, una partecipazione a un evento Facebook… Tutto ciò che si pubblica sul web può essere visto e osservato, che si tratti di un recruiter, di un collega o di una persona cara. Tutto ciò che si registra (testo, immagine, suono) su qualsiasi sito è sotto la nostra responsabilità. Per questo, prima di pubblicare qualsiasi informazione o commento, è importante porsi queste due domande sull’utilità dell’informazione:

  • che cosa mostra di noi?
  • contribuisce a sviluppare la nostra immagine, il nostro marchio personale, il nostro Personal Branding?

3 – Gestire la propria presenza sui social network

I social network non sono così « privati » come si pensa: un gran numero di dati pubblicati su Facebook o Twitter, per esempio, possono comparire su altri siti web, è una realtà. Per questo è importante:

  • riflettere il più a monte possibile sulle informazioni (testi, video come foto) che si diffondono sui propri diversi profili Facebook, Linkedin, Viadeo, ecc. « Se c’è qualcosa su di Lei che nessuno deve conoscere, forse non dovrebbe parlarne nel luogo più in vista», ha avvertito Eric Schmidt, CEO di Google. Quale immagine vogliamo dunque dare di noi?
  • non far comparire foto o video di feste private troppo alcoliche…
  • non fare affermazioni che possono ritorcersi contro di noi…

Inoltre, ogni partecipazione al Web 2.0 può generare la creazione di informazioni a nostro nome: un profilo web dedicato quando ci iscriviamo a Badoo, una pagina speciale su un sito web di terze parti quando partecipiamo a un evento Facebook, la visualizzazione del nostro Tweet su diversi siti web dedicati, ecc. La sfera del privato e del pubblico esiste solo fino a un certo punto su Internet: non sappiamo come vengono gestiti i dati che creiamo.

4 – Trattare le tracce digitali dannose

Tutte le tracce digitali lasciate su Internet e sui social network non spariranno mai. Tuttavia, possiamo renderle meno visibili utilizzando il cruscotto e-reputation per:

  • misurare l’entità dei risultati negativi
  • scoprire il nostro punteggio e-reputation (punteggio su 100).
  • migliorare la nostra pagina Google
  • proteggere la nostra pagina Google
  • e ottimizzare i nostri risultati positivi o crearne altri…

L’obiettivo sarà proprio quello di respingere il più lontano possibile i risultati negativi facendo risalire in prima pagina i risultati positivi. Altre soluzioni in voga: utilizzare degli pseudonimi, o addirittura rendere riservati i propri profili privati (Facebook, Twitter…).

5 – Proteggere la propria pagina Google

« La miglior difesa è l’attacco », si è soliti sentire in ambito sportivo. Per l’e-reputation è la stessa cosa: la migliore protezione è l’azione che consiste nel proteggere la prima pagina di Google, nel fare in modo che nessuna informazione venga a distruggere la nostra immagine. Per questo è sufficiente utilizzare con criterio il cruscotto e-reputation e lasciarsi guidare.

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  • Equipe Semji

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