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Diritto all’oblio: 10 domande indispensabili sul modulo Google - Semji

Diritto all’oblio: 10 domande indispensabili sul modulo Google

1. Posso richiedere la rimozione di risultati relativi al nome del mio marchio o della mia azienda?

No, la Corte di giustizia dell’Unione europea (CGUE) ha limitato l’ambito di applicazione di questa misura alle persone fisiche.

2. Un cittadino americano che vive in Francia può utilizzare il modulo per il diritto all’oblio di Google per richiedere la rimozione di un’informazione presente sul motore di ricerca francese www.google.fr?

Sì, qualsiasi residente all’interno dell’Unione europea, indipendentemente dalla sua nazionalità, può utilizzare il modulo. Al contrario, in teoria un cittadino francese residente al di fuori dell’UE non può beneficiarne. In pratica, per il momento Google non richiede alcun giustificativo di residenza.

3. Esercito una libera professione (avvocato, medico…), subisco attacchi riguardanti la mia vita professionale, posso richiedere la rimozione di un contenuto?

Si può supporre di no: infatti queste informazioni esulano dalla vita privata, poiché riguardano un’attività professionale.

4. Google annuncia che le informazioni inadeguate, obsolete o eccessive potranno essere rimosse. Come farà Google a giudicare se i contenuti che desidero rimuovere soddisfano questi criteri?

Questi criteri sono estremamente soggettivi, motivo per cui Google ha nominato un comitato consultivo di esperti. È probabile che, man mano che Google tratta i primi casi, stabilisca delle regole. Alcune saranno forse rese pubbliche, probabilmente non tutte…

5. Desidero far rimuovere un contenuto che appare sui motori di ricerca di Google al di fuori dell’Europa, è possibile?

No, la decisione giudiziaria riguarda unicamente i motori di ricerca europei di Google. Per esempio, l’informazione sarà sempre presente sul motore di ricerca canadese www.google.ca

6. Ho inviato una richiesta tramite il modulo per il diritto all’oblio di Google, in quanto tempo posso sperare che venga elaborata?

Google annuncia che il modulo è «solo una prima tappa» e che prevede «nel corso dei prossimi mesi […] di perfezionare il proprio approccio…». Sapendo che si contavano già 41.000 richieste in 4 giorni, si può facilmente immaginare che la risposta di Google richiederà del tempo, il tempo necessario affinché il gigante americano metta in atto processi e un team.

7. Chi giudicherà il mio diritto a ottenere la rimozione di un contenuto?

Google metterà probabilmente in atto un team dedicato, ma per il momento nessuno conosce il numero di persone, le competenze o ancora la sua ubicazione. Un comitato consultivo di esperti dovrebbe definire le linee guida dei team operativi. Sarà composto da Éric Schmidt, Presidente esecutivo di Google, Jimmy Wales, fondatore del sito Wikipedia, ma anche da un professore di etica all’Oxford Internet Institute, Luciano Floridi, una ricercatrice in diritto all’Università cattolica di Lovanio, Peggy Valcke, l’ex direttore dell’Agenzia spagnola per la protezione dei dati, Jose Luis Piñar, e il relatore speciale dell’ONU sulla libertà di espressione, Frank La Rue.

8. Google segnalerà i contenuti rimossi?

È possibile che Google indichi sulla pagina dei risultati di ricerca che un contenuto è stato rimosso a seguito di una richiesta legale, come fa già per le violazioni di copyright, come qui di seguito:

Protezione dei diritti d’autore

9. Se ho un omonimo i cui risultati di ricerca non mi soddisfano, posso richiedere la rimozione dei contenuti?

Oggi non si conosce la posizione di Google su questo tipo di casi. Si può pensare che la risposta sarà negativa. Infatti, nonostante la possibile confusione, non si tratta della Sua immagine: Lei non può richiedere la rimozione per un’altra persona. In ogni caso, sarà complicato per Google determinare se l’informazione riguardi Lei o il Suo omonimo.

10. Julie Gayet può far rimuovere le informazioni riguardanti la sua relazione con François Hollande tramite il modulo per il diritto all’oblio di Google?

È probabile di no: la CGUE ha precisato che Google dovrà tenere conto del diritto all’informazione e che esso è preponderante nel caso delle personalità pubbliche. Ma che dire di un giornalista, di un dirigente d’azienda o di uno sportivo locale?

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