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Google Analytics: cosa fare dopo la decisione della CNIL?
Sarà ancora possibile utilizzare Google Analytics? È la domanda che oggi si pongono molti gestori di siti dopo la decisione della CNIL del 10 febbraio 2022. Infatti, la Commissione nazionale francese per l’informatica e le libertà ha ritenuto che Google Analytics, così come configurato per impostazione predefinita, non rispondesse ai requisiti del Regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR).
Conseguenza: moltissimi proprietari di siti cercano oggi una soluzione alternativa allo strumento di Google.
Come loro, forse anche Lei ha installato Google Analytics per ottenere dati sul proprio traffico e si chiede senza dubbio come fare per mettersi in conformità con il GDPR.
Ecco alcune piste e soluzioni che possiamo proporLe per monitorare i dati di traffico dei Suoi contenuti.
Comprendere la decisione della CNIL su Google Analytics
Torniamo ai fatti. Il 10 febbraio 2022, la CNIL diffida un gestore di sito a mettersi in conformità con il GDPR. In causa, l’utilizzo di Google Analytics e, in particolare, il trasferimento dei dati verso gli Stati Uniti.
“La CNIL constata che i dati degli utenti internet vengono così trasferiti verso gli Stati Uniti in violazione degli articoli 44 e seguenti del GDPR. Diffida pertanto il gestore del sito a mettere in conformità questi trattamenti con il GDPR, se necessario cessando di ricorrere alla funzionalità Google Analytics (nelle condizioni attuali) oppure ricorrendo a uno strumento che non comporti un trasferimento al di fuori dell’UE. Il gestore del sito in questione dispone di un termine di un mese per mettersi in conformità…”
Infatti, anche con il consenso degli utenti internet tramite i cookie Analytics, la CNIL ritiene che lo strumento non consenta di anonimizzare totalmente i dati.
Alla luce del GDPR, ciò costituisce un problema perché:
- Google sarebbe in grado di risalire all’identità dei visitatori incrociando questi dati con altre informazioni di cui dispone.
- La CNIL ritiene che Google non fornisca sufficienti garanzie sulla messa in sicurezza dei dati una volta che questi ultimi sono trasferiti negli Stati Uniti.
L’origine di questa decisione della CNIL deriva da un’azione della ONG austriaca NOYB guidata dall’attivista Max Schrems. Nel 2020, quest’ultima aveva presentato denuncia contro 101 aziende europee che, secondo lei, non rispettavano il GDPR e la sentenza “Schrems II”.
L’autorità austriaca per la protezione dei dati ha così ritenuto, a gennaio, che Google Analytics violasse effettivamente il regolamento europeo, seguita a stretto giro dalla CNIL. Decisioni che potrebbero essere seguite da altre autorità europee di controllo.
Di conseguenza, i siti interessati da queste decisioni hanno un mese per mettersi in conformità e abbandonare Google Analytics. Tuttavia, per il momento, non è stata presa alcuna sanzione pecuniaria nei confronti dei siti interessati.
Anche Google ha reagito in un comunicato, informando che l’azienda avrebbe messo a disposizione nuovi strumenti.
Raccolta dei dati e GDPR, come funziona?
Entrato in vigore a maggio 2018, il Regolamento generale sulla protezione dei dati, o GDPR, ha l’obiettivo di proteggere i dati personali e sensibili degli utenti di internet.
Con Google Analytics, per esempio, i siti devono chiedere il consenso dei propri visitatori sulla raccolta dei loro dati. Esistono quindi due casi principali.
➔ L’utente non dà il proprio consenso al deposito di cookie Analytics.
Le soluzioni Analytics e pubblicitarie di Google continuano a funzionare ma in modo più limitato e senza depositare cookie.
➔ L’utente dà il proprio consenso
Ciò comporta il deposito di un cookie Google Analytics che permetterà di:
- misurare l’audience del sito,
- personalizzare campagne pubblicitarie (es. Google Ads).
I dati raccolti da Google per misurare l’audience sono i seguenti:
- l’indirizzo IP: un indirizzo unico, proprio del dispositivo connesso.
- il client id (identificativo che consente di seguire un percorso di navigazione individuale sul Suo sito UA-XXXXX-X).
Da notare che alcune soluzioni di raccolta delle informazioni non richiedono il consenso degli utenti se i dati raccolti sono perfettamente anonimizzati.
Che cos’è un cookie? 🍪
Un cookie è un piccolo file di testo, registrato dal browser internet di un utente quando visita un sito web.
Esistono due tipi di cookie:
I cookie proprietari o interni. Ospitati dal server del sito internet visitato, permettono, tra le altre cose, di migliorare l’esperienza utente conservando un certo numero di informazioni sul visitatore: preferenza di lingua, identificativo di accesso, pagine consultate, contenuto di un carrello, ecc.
Possono anche essere utilizzati a fini pubblicitari.
I cookie di terze parti. Sono ospitati da un dominio diverso da quello del sito visitato. Permettono ad applicazioni di terze parti di vedere quali pagine sono state consultate e di raccogliere un certo numero di dati sull’utente. Sono molto utilizzati per il targeting delle pubblicità. Google ha peraltro annunciato la fine di questo tipo di cookie per il 2023.
Google Analytics e GDPR: come reagire?
Di fronte a questa situazione, Lei ha a disposizione diverse soluzioni per ottimizzare la conformità GDPR di Google Analytics.
Soluzione 1: attendere…
Molte aziende attendono, infatti, che Google si metta in conformità con il GDPR a livello europeo ma anche che gli Stati Uniti e l’Europa si accordino su un ammorbidimento della legge. Ciò potrebbe passare, per esempio, attraverso l’hosting dei dati di Google Analytics in Europa, tramite una società europea.
Soluzione 2: adattare Google Analytics
Se si trova a Suo agio con Google Analytics, può anche configurarlo per renderlo più rispettoso dei requisiti del GDPR.
Non esiste ancora una soluzione confermata per garantire la conformità di Google Analytics ai requisiti del GDPR.
Tuttavia, secondo le nostre ricerche, esistono diverse piste e ipotesi per rendere Google Analytics più rispettoso dei requisiti del GDPR.
Ciò può passare attraverso:
- L’anonimizzazione degli indirizzi IP prima dell’archiviazione,
- La riduzione della durata di vita dei cookie Google Analytics,
- La firma di un accordo sulla protezione dei dati (Data Protection Agreement) con Google,
- La messa in sicurezza dei cookie Google Analytics grazie al consenso dei visitatori,
- Ridurre la raccolta dei dati da parte dei cookie GA,
- ecc.
Queste raccomandazioni non sono, per il momento, molto semplici da applicare e richiedono molti sforzi. Per questo motivo sarebbe forse più opportuno rivolgersi a una soluzione complementare.
Soluzione 3: optare per soluzioni alternative
Niente panico, esistono anche numerose alternative a complemento di Google Analytics.
La CNIL fornisce, per esempio, un elenco di soluzioni rispettose del GDPR. Eccone alcune:
| Nomi | Caratteristiche principali |
| Analytics Suite Delta sviluppato da AT Internet | Raccomandato dalla CNIL. Tariffazione su richiesta in rapporto al volume di pagine web. È stato sviluppato un connettore Semji per poter recuperare tutti i dati del Suo sito. |
| Abla Analytics | Gratuito al di sotto di 5.000 pagine visualizzate al mese ( vedere il listino prezzi). Questa soluzione fa parte dell’elenco ufficiale della CNIL. |
| Matomo self-hosting | Gratuito in open source. Lo strumento è disponibile in auto-hosting, che consente di essere proprietari dei propri dati. Questa soluzione fa parte dell’elenco ufficiale della CNIL. |
| Etracker Analytics | Gratuito al di sotto di 25.000 pagine visualizzate al mese. |
| Fathom | Azienda canadese che rispetta il GDPR ed effettua l’archiviazione e il trattamento dei dati europei in Germania. |
| Plausible | Nessun cookie. Hosting in Europa. |
Il posizionamento di Semji
Da parte nostra, abbiamo scelto di attendere per vedere se le negoziazioni tra Google e la CNIL porteranno a un accordo.
Qualunque sia l’alternativa scelta, possiamo garantire la continuità dei Suoi dati di monitoraggio. Beneficiamo oggi di un connettore con AT Internet. Ma è del tutto possibile sviluppare connessioni per altre soluzioni analytics.
Non esiti a contattarci per confrontarci sulla soluzione analytics che ha adottato. Nel frattempo, può testare Semji gratuitamente per massimizzare il ROI dei Suoi contenuti!
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Di
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